🗣️ La Toma della Valle d’Aosta DOP/ Il Formaggio che sapeva le lingue (e insegnava a parlare ai cuori)

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Nel cuore della Valle d’Aosta, dove il Cervino punta al cielo come un dito gigante, viveva un formaggio un po' speciale. Non era un formaggio qualunque, no. Era una forma di Valle d'Aosta Fromadzo DOP, nata proprio sotto il confine, dove i pascoli parlano due lingue: l'italiano, il francese e un pizzico di patois, l'antica lingua dei montanari.


Questo Fromadzo, che aveva la crosta rugosa e un profumo di erbe d'alta quota, aveva assorbito ogni suono. Sapeva il fischio del vento tra i larici, il tintinnio dei campanacci delle mucche Pezzate Rosse (che si sfidavano nelle "Bataille des Reines" per decidere chi era la più forte) e persino il chiacchiericcio dei Dahu, i folletti dispettosi che si nascondevano nelle grotte e aiutavano i casari a girare le forme di notte.

Per questo, il Fromadzo sapeva le lingue. Tutte! Le capiva e, a modo suo, le parlava.

Un giorno d'estate, salì al maso un signore vestito di grigio, con una valigetta di pelle e una faccia che sembrava fatta di pietra. Il signore si chiamava Dottor Burocrate. "Io voglio un formaggio che sia serio," disse al casaro Anselmo, un omone con i baffi bianchi come le nevi eterne. "Che stia zitto, faccia il suo dovere e si lasci mangiare senza storie. Senza fronzoli, senza rumori!" Anselmo, che capiva il Fromadzo, fece un mezzo sorriso. Tagliò una fetta generosa e la porse al Dottor Burocrate.

Il Dottor Burocrate prese la fetta con due dita, come se fosse veleno, e stava per addentarla quando, all'improvviso, sentì una vocina squillante: "Attention, Monsieur! Se mi mangi senza sorridere, ti trasformerò la lingua in un pezzo di ghiaccio e ti farò dimenticare tutte le parole gentili!"

Il Dottor Burocrate lasciò cadere la fetta per lo spavento. "Ma... ma come può un formaggio parlare? E per giunta in francese e in italiano?!" balbettò. Il Fromadzo, che conteneva un semino di finocchio selvatico che gli dava un tocco di allegria in più, rispose con un suono che sembrava il tintinnio di un campanaccio: "Merito dei fiori di San Giovanni, della forza delle mucche Regine e della saggezza del vento! Io contengo il suono dei campanacci e il soffio delle vette. Se mi assaggi con gioia e curiosità, ti aprirò la mente e imparerai a capire non solo cosa dicono le nuvole, ma anche cosa sussurrano i cuori delle persone!"

Il Dottor Burocrate, un po' spaventato ma molto incuriosito, raccolse la fetta. Chiuse gli occhi, fece un respiro profondo e assaggiò. Sentì il profumo del bosco di larici, il sapore dolce dei pascoli alpini e quel pizzicorino leggero del latte di capra. Iniziò a sorridere. Prima un piccolo sorriso, poi uno grande, poi una vera risata! All'improvviso, capì il verso degli uccelli, il mormorio del ruscello e, quando tornò in ufficio, invece di scrivere moduli grigi, scrisse lettere d'amore e si mise a chiacchierare con tutti, compresi i gatti per strada.

Da quel giorno, il Dottor Burocrate non portò più l'orologio, ma solo un pezzo di Fromadzo in tasca. Perché sapeva che quel formaggio speciale non solo conosceva tutte le lingue, ma sapeva anche come sciogliere il ghiaccio dai cuori e farli parlare con una nuova, meravigliosa allegria.

“E così finisce la fiaba… ma il sapore resta.”

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