🧀 Le Fiabe del Casaro
Introduzione
C’era una volta… il formaggio.
Non quello che si compra in fretta al supermercato, ma quello che nasce piano, tra stalle, pascoli e mani sapienti.
Le Fiabe del Casaro sono piccole storie inventate, semplici come una favola da raccontare a un bambino.
Ogni racconto nasce da un formaggio DOP italiano: l’Asiago delle montagne, il Parmigiano delle pianure, la Mozzarella delle bufale campane e tanti altri.
Sono storie di vacche e casari, di pecore testarde e bufale curiose, di monaci e pastori.
Non servono per insegnare, ma per sorridere, ricordare e assaggiare con la fantasia.
Perché ogni formaggio ha un gusto, ma anche una storia da raccontare.
Caterina e la Luna dei Tre Latti
C’era una volta, proprio all'ombra della grande
torre di Murazzano, una casara di nome Caterina. Caterina non aveva un
orologio, perché per lei il tempo era segnato dal passo delle sue amiche: le
pecore, le capre e le mucche che punteggiavano le colline di Langa.
In quel tempo, il Murazzano era un formaggio "di pace", perché Caterina era l’unica capace di mettere d'accordo tre latti diversi nella stessa Caudera (la caldaia di rame).
Ogni mattina, Caterina chiamava le sue
collaboratrici: "Lina, portami la neve!" e la Pecora delle Langhe
arrivava con un latte bianco e nobile, profumato di Lupinella.
"Mina, portami il pepe!" e la Capra arrivava saltellando, con
un latte che sapeva di Assenzio selvatico e di libertà . "Tina,
portami il sole!" e la Mucca portava la crema gialla dei prati più
dolci.
Caterina mescolava i tre latti con un grande cucchiaio di legno. "Un po' di dolcezza, un po' di brio e un po' di forza," cantava. Quando la cagliata era pronta, non la rompeva con rabbia, ma la accarezzava finché non diventava morbida come nuvole.
Metteva poi il formaggio nelle Fascere
(gli stampi forati) e aspettava che il siero scivolasse via come le lacrime di
chi è felice.
Si dice che una notte il Diavolo della Langa,
geloso di quel candore, cercò di rubare una forma. Ma Caterina lo fermò:
"Attento, Messer Diavolo! Questo formaggio è fatto di tre latti che si
vogliono bene. Se lo mangi tu che sei solo e cattivo, ti trasformerai in un
agnellino!" Il Diavolo, terrorizzato all'idea di dover brucare l'erba,
scappò via così veloce che lasciò un buco in una collina.
Da allora, il Murazzano di Caterina è rimasto il
più buono di tutti. Se ne mangi una S-cianca (una fetta), senti il
sapore della pecora, la grinta della capra e la carezza della mucca. E se
guardi la luna sopra la torre di Murazzano, vedrai che sorride: sa che sulla
terra ha una sorella gemella, fatta di latte e di bontà .
“E così finisce la fiaba… ma il sapore resta.”
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